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Nome: Flavia
Sono una persona estremamente convinta che l'autoironia sia l'unica via di salvezza alla psicosi collettiva. Esorcizzare alcuni aspetti della vita, ironizzando anche su quelli più duri, potrebbe aiutare a superare molte situazioni che, in un primo momento, possono sembrare assolutamente irrisolvibili. Come diceva "uno": se hai un problema e c'è soluzione di che ti preoccupi... e se la soluzione non c'è, di che ti preoccupi? Buona lettura

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sabato, 21 ottobre 2006

Fisime e manie ossessive

Dopo non pochi giorni torno a scrivere. Università e lavoro non mi lasciano respirare e, così, sono costretta a trascurare alcune cose.
Ma veniamo a noi: oggi cari lettori parleremo di quelle piccole manie che tutti hanno, la mia è la pulizia.
Io sono straccio-spazzolone-detersivo-spugna-scopa dipendente, se nella mia casa venisse a mancare anche uno solo di questi oggetti io potrei non rispondere più delle mie azioni.
Finchè si tratta solo di amare la pulizia, direte voi, siamo ancora dentro i canoni di normalità, chi non ama vivere in un ambiente pulito?
Il mio problema è che ne sono assolutamente ossessionata; spolvero almeno una volta al giorno il mobilio (sopratutto quello chiaro), sbatto i tappeti, lavo il bagno e la cucina metodicamente anche due volte al giorno, riordino anche se torno a casa dopo il lavoro alle 7 di mattina e l'unica cosa che vorrei fare è dormire.
Lavo ogni qualvolta si sporca anche solo una tazzina di caffè, faccio lavatrici in continuazione, stiro anche alle 2 di notte e pretendo che le lenzuola non si stropiccino anche se sono nel letto.
Insomma una pazza, se solo la mia ossessione si fermasse a casa MIA; quando arriva anche in casa di altri più che ossessionata divento esaltata: immaginate la gente che mi invita a prendere un caffè a casa e dopo 5 minuti mi trova in cucina a lavare i pavimenti, oppure chiedo di andare in bagno e inizio a togliere qua e la qualche granello di polvere per poi ritrovarmi coi guanti di gomma a lavare i lavandini.
Non è divertente.... e il problema è che non so come frenarlo.
E' una specie di riflesso incondizionato mosso da un desiderio inconscio (cazzo ho detto?) di ordinare la mia vita; la mia vita è in effetti un gran casino, traumi passati e recenti mi impediscono di avere una visione nitida del mio futuro, di quello che mi aspetta; così, nel casino di ciò che verrà, so che mi troverò comunque in un ambiente più che pulito e se non lo è, state tranquilli che lo sarà prima che il futuro arrivi...

postato da: Fonte alle ore 13:50 | link | commenti (15)
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lunedì, 09 ottobre 2006

Mangia, alla Zia!

Premessa: "mangia, alla zia", dalle mie parti, non significa che devi prendere una zia a caso tra quelle della tua famiglia e infilarla nel forno, ma è un'espressione dialettale italianizzata che significa "magia, fallo per me, tua zia" (siamo molto sintetici noi al sud).

Detto questo iniziamo il monologo.

Sono sempre stata una ragazzina magra, non anoressica, non uno stecchetto, ma di costituzione normale. Mi ricordo di interi pomeriggi estivi passati nella stanza dei giochi a casa di mio nonno: lui (mio nonno) veniva ogni ora e mezza a portarci la merenda (a me e a mia sorella) tant'è che, quando eravamo a casa nostra, e chiedevamo a mia madre la merenda per 5 volte nell'arco di un pomeriggio, mia madre iniziò a sospettare che avessimo dei vuoti di memoria provocati da qualche trauma cranico (leggere il post sulla fase infantile).
Insomma mio nonno ci aveva abituate proprio maluccio: era un goloso e rifilava a noi quello che lui non poteva mangiare ma, mentre io rimanevo tale e quale, mia sorella lievitava.
Ora dopo una buona dieta è una ragazza stupenda ma tende comunque a ingrassare; io, invece, potrei mangiare qualsiasi schifezza mi venisse in mente e non metterei su un grammo.
Il problema (problema?Adesso le donne mi ammazzeranno dopo aver chiamato il mio un problema!!) è che, quando ti vede un parente, un amico, o disgraziatamente sei a cena da qualche zio o prozio (sopratutto io che vivo lontana, quando torno a casa è doverosa la visita di cortesia)mi sento in continuazione ripetere: "Mangia alla zia" seguito, spesso, da un suono primordiale simile ad un pianto, o un piccolissimo lamento....
Aggiungete, a questo, il mio vegetarianismo: quando le persone scoprono che io sono vegetariana, non si limitano a non servirmi la carne, ma a darmi una serie interminabile di portate con insalata, contorni vari di peperoni, melanzane, zucchine, e sopratutto centinaia e centinaia di tipi diversi di formaggi!!!!
Immaginate anche chi ha desiderato quel contorno per tutta la durata del pranzo, non accettando il bis di pasta ed il secondo per poterlo avere, che se lo vede portare via da un essere subdolo e ripugnante con gli occhi da cerbiatto spaventato che non mangia da 2 settimane (l'essere subdolo e ripugnante con gli occhi da cerbiatto spaventato che non mangia da 2 settimane sarei io).
Sempre a causa del mio vegetarianismo, una volta ogni 3-4 mesi, faccio le analisi del sangue per controllare i livelli di proteine, ferro, ecc.
L'ultima volta, andando a ritirarle nel laboratorio analisi del mio dottore, questo mi disse: "Flavia, tutto ok, solo una cosa; hai il colesterolo un pò alto" , "........"
Vaglielo a spiegare perchè.......

postato da: Fonte alle ore 12:38 | link | commenti (9)
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mercoledì, 04 ottobre 2006

l'Erba del vicino....

Sul balcone di casa mia, in un minuscolo vaso che per tre anni è stato solo pieno di terra, è spuntato il ciuffo timido di una pianta grassa.
Quando mi sono trasferita in questa casa, di vasi su entrambi i balconi ce n'erano in abbondanza; il problema è che contenevano piante morte, se non quelle poche grasse che io ho disposto sul balcone della cucina. I restanti vasi li ho dati via, ma un piccolissimo vaso pieno di terra è rimasto a far compagnia a quelli sul balcone della cucina (diventerà famoso questo balcone). Con mio Enorme stupore, questa mattina, ripulendo il suddetto "Balcone della Cucina", mi sono accorta che una timida a piccola piantina era nata all'interno di quel vasetto su cui avevo riposto tutta la mia fiducia.
Vorrei tanto delle piante più "concrete", il problema è che sicuramente le farei morire. Un bellissimo ficus bengiamin sarebbe perfetto nel mio soggiorno ma durerebbe, come dice mia madre, "da Natale a Santo Stefano".
Ogni giorno mi riprometto di andare all'angolo di via grimaldi e comprare quelle tenere pianticelle che si vendono ad un euro messe in quei vasetti piccolissimi, ma, ogni volta, con un grosso esame di coscienza e di pietà per quelle piantine che dovrebbero ritrovarsi nelle mie mani, desisto.

Mia madre non ha preso molto da sua madre, mia nonna, che è un pollice verde per eccellenza: sul suo balcone bocche di leone, roselline, gerani, crescono come per magia, grazie alle sue cure; nel nostro giardino, invece, crescono NONOSTANTE le nostre cure.

C'è anche da dire che questa casa non si presta particolarmente a iniziative del genere; dal momento in cui ho messo piede qui dentro le cose più strane sono accadute senza che io potessi fare nulla per evitarle: la prima settimana ho avuto un allagamento in bagno senza capire cosa effettivamente perdesse acqua. Il signore del secondo piano, preoccupato dalle urla mie e di mia sorella, è venuto a darci una mano risolvendo il problema (ancora adesso non so qual'era il problema). L'ho ringraziando rifilando al figlio di 8 anni un tarallo pugliese, che ha accettato guardandomi come se fossi una pedofila che gli stava dando delle caramelle all'uscita di scuola.
Un giorno, volendo fare a tutti i costi una torta, accendo il forno e la luce salta... dopo 3 ore perse nel tentativo di capire dove fosse il contatore, la riallaccio e decido che anche crudo l'impasto di una torta è buonissimo!!!!!!!
Due estati fa mi si è rotto lo scaldabagno, ma invece di chiamare la padrona di casa, di mia iniziativa vado con un amico idraulico a comprarne un altro e lo faccio montare da lui.
Nel tentativo di smontare quello rotto, però, rompiamo mezza parete lasciando mattoni forati a vista, senza parlare della fatica per portarlo fuori dal bagno, visto che era pieno di calcare e pesava 400 chili (per la cronaca, il vecchio scaldabagno è ancora sul balcone della camera, se tre o quattro baldi giovani fossero così gentili da liberarmene ne sarei grata).
Montiamo quello nuovo e, entusiasti per il lavoro fatto, decidiamo cosa cucinarci per cena.... peccato che lo scaldabagno ci piomba addosso dopo 3 minuti, staccandosi dal muro e finendo, per fortuna, tra le nostre braccia (dovreste solo immaginare la scena per capire perchè ironizzo sull'accaduto...)
Ce ne sarebbero tante da dire su questa casa, di cose che non funzionano e altre che si sono rotte, ma per ora preferisco metterle da parte e pensare che mi piace tanto quella piccola piantina nata per caso sul balcone della cucina...

postato da: Fonte alle ore 10:56 | link | commenti (11)
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